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DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL XI CONGRESSO NAZIONALE DELL'ANMI

Porretta Terme, 23-25 Giugno 2006

Gli argomenti che seguono rappresentano i principali temi del programma politico sui quali maggiormente si è accentrata la discussione congressuale e costituiscono una solida base di idee e riflessioni sulle quali costruire una presenza sindacale dei medici nell'INAIL nei prossimi anni.

  • Lo specifico dell'attività medica : l'esercizio della professione medica è, in ogni contesto venga realizzato, sempre e comunque un “gesto clinico”. Valorizzare ed esaltare le attività mediche come “gesto clinico”, è la strategia che può ridare “dignità” all'attività svolta e far emergere le contraddizioni del sistema (che chiede attività mediche ma offre collocazioni amministrative). Far recuperare all'Amministrazione la piena coscienza che vi è la necessità, oltre che di un governo amministrativo, anche di un governo clinico che passa attraverso comportamenti e scelte sindacali che diano all'attività medica la eterolegittimazione che è presupposto per ogni rivendicazione.
  • Valorizzare il Governo Clinico : consente di maturare e promuovere tanto a livello centrale che periferico una serrata sinergia con il governo amministrativo perché gli obiettivi sanitari possano caratterizzare la reale visione e missione dell'Istituto a supporto del Welfare nel quale siamo chiamati istituzionalmente ad operare.
  • Professionalità dentro e fuori l'Istituto : è necessario assicurare che la professionalità dei medici dell'INAIL possa esprimersi anche in contesti esterni all'Istituto senza elevare ostacoli burocratici e regolamentativi insormontabili, garantendo adeguatezza delle competenze e visibilità anche all'esterno delle capacità professionali.
  • Costruire ponti ed abbattere muri: è da ritenersi conclusa la fase in cui il confronto con le altre OOSS sia esclusivamente di conflitto essendo del tutto improduttivo ed inutile. E' il tempo di porre in essere una strategia di relazioni con le forze sindacali e politiche disponibili per fare crescere l'area di interesse sulle problematiche della categoria, presupposto perché possano crearsi convergenze sulle singole problematiche.
  • Ripristinare il “legame forte” con le OOSS del SSN : le ultime vicende contrattuali e le modifiche normative, che hanno reso sempre più concreto il disegno di allontanare i medici degli EPNE dal SSN impongono un ripensamento sulla collocazione della nostra Associazione rispetto anche alle altre sigle sindacali del SSN. Vi è la necessità di verificare se ed in che modo ci si dovrà rapportare con OO.SS. rappresentative e di forte potere contrattuale del SSN, anche attraverso federazioni intermedie per perseguire l'obiettivo di giungere ad un contratto unico per tutti medici dipendenti da strutture con funzioni sanitarie.
  • Recuperare il protagonismo sindacale territoriale : la rinnovata rappresentatività impone di recuperare, con un attività programmata e condivisa, su tutto il territorio nazionale un protagonismo sindacale attivo che dia all'associazione la indispensabile competenza a confrontarsi attivamente con l'amministrazione ed a svolgere un ineludibile ruolo di interdizione anche nella quotidianità dell'agire amministrativo.
  • Ricompattare l'intera categoria : vanno superate le logiche dei gruppi. Un tale superamento si ottiene attraverso la convinta adesione ad un unico progetto di sviluppo della figura del medico (che dia garanzia a tutte le componenti di un reale coinvolgimento) ed attuando comportamenti di rispetto reciproco, di dialogo aperto, trasparente, franco, ma assolutamente rispettoso delle regole di una organizzazione che non può consentire frammentazioni di sorta.
  • Riposizionare l'ANMI nei rapporti con l'Amministrazione: è indispensabile che l'Associazione si attrezzi sul piano delle conoscenze e competenze sindacali in maniera ancora più tecnica in maniera da garantire la indispensabile attività di controllo e stimolo dell'operato dell'Amministrazione.
  • Turn-over negli incarichi sindacali : vi è la necessità di garantire scelte metodologiche che diano concretamente spazio ad un continuo rinnovo delle persone che occupano posti di responsabilità all'interno del sindacato. Per ottenere ciò è indispensabile prevedere forme di cooptazione di iscritti in seno ad organismi di studio ed di elaborazione di proposte, che dia respiro alle capacità di ognuno, e consenta a chiunque di acquisire le competenze per assumere anche in futuro ruoli di responsabilità.
  • Ruolo politico del Segretario nazionale: il rinnovato quadro di riferimento contrattuale impone di superare la logica del segretario quale mero portavoce e richiede di promuovere all'interno del Direttivo, ma con una responsabilità centrale del Segretario, una funzione di sintesi e di armonizzazione dei differenti legittimi interessi, di produzione di un progetto politico, di realizzazione di una strategia di rapporti sindacali e politici.

CONCRETAMENTE SU ALCUNE QUESTIONI

  1. Sistema Sanitario Inail: è evidente che l'INAIL ha assunto, specie negli ultimi 15 anni, un ruolo ed impegni, nel settore dei servizi sanitari, che sono di gran lunga eccedenti la semplice funzione di Assicurazione. Alcuni riconoscimenti istituzionali al riguardo sono pervenuti (lettere del Ministero dell'Economia e della Salute, protocolli di intesa Ministeriali, riconoscimento quale ente erogatore di corsi di formazione nel settore della sicurezza etc.); è legittimo interesse dei medici dell'Istituto attendersi e promuovere le “spinte” in tale senso. Ben venga, dunque, la politica delle prime cure, dei trattamenti fisioterapici, la partenza del nuovo protocollo sperimentale per le cure termali, il reinserimento sociale e lavorativo attraverso le Equipes Multidisciplinari, la prevenzione, etc. purchè tutto questo non avvenga in maniera frammentaria, confusionaria, con pressappochismo e sovrapposizioni. E' necessario, cioè, che la “Politica” preveda per l'INAIL una politica Sanitaria. Questa dovrà tener conto della delicatezza e peculiarità dell'organizzazione di servizi sanitari, rispetto ad altre forme di servizi erogati dall'istituto, e dovrà introdurre elementi di coinvolgimento dei medici nelle decisioni del tutto congrui con il ruolo di dirigenti medici e con le specifiche previsioni contrattuali.
  2. Direzione Centrale Sanitaria: nella logica del punto precedente è funzionale che , fin da subito, vi sia una adeguata attività sindacale che faccia comprendere all'Amministrazione ed alle altre OOSS che è anacronistico immaginare un Ente, con così importanti funzioni, quasi esclusivamente sanitarie, senza una Direzione Centrale Sanitaria che abbia il compito di governo complessivo degli aspetti tecnico-professionali specifici e delle risorse (umane e strumentali) delle Aree Mediche soprattutto al fine di poter garantire, in collaborazione con il SSN, per i propri infortunati e tecnopatici, livelli di assistenza qualificati e uniformi su tutto il territorio nazionale andando oltre i LEA.
  3. Incarichi: E' anacronistica la ripartizione in 4 fasce di responsabilità, nell'ambito del II livello della Dirigenza Medica. L'attuale assetto organizzativo, infatti, prevede per tutti i DM II l'assunzione di responsabilità per aspetti non solo tecnici, ma anche organizzativi e di governo clinico, vi è –dunque- la necessità di una revisione ampia della ripartizione in fasce. Analogamente si conferma il giudizio fortemente negativo sulle regole per l'attribuzione degli incarichi di maggiore spessore funzionale ai dirigenti medici di I livello. La mancata volontà dell'amministrazione di introdurre alcune sperimentazioni organizzative, che avrebbero consentito di disegnare sulle realtà operative e funzionali taluni posti di B1, è indicativo di una “chiusura” da superare attraverso la proposizione di progetti sostenibili e credibili. Peraltro vi sono già numerosi segnali di gravi difficoltà operative e di irregolarità nell'attribuzione di tali incarichi, anche per un'ambigua interpretazione delle procedure.
  4. Libera professione: l'esercizio della libera professione medica è garantita in tutte le Pubbliche amministrazioni da specifiche previsioni normative e contrattuali, nel convincimento del legislatore che essa esalta e migliora la professionalità che i medici possono esprimere anche all'interno delle strutture presso cui operano. Peraltro, per le Amministrazioni è certamente motivo di interesse avere tra i propri medici professionisti che si distinguono per capacità e professionalità nell'attività privata. Le attuali previsioni contrattuali consentono in tal senso alcuni sviluppi che devono essere esplorati: a .- ampliare il novero delle specializzazioni possibili in intramoenia così che l'INAIL stessa possa giovarsi delle numerose e variegate competenze che i dirigenti medici possono esprimere (perché sostenere costose convenzioni con l'esterno quando abbiamo all'interno i professionisti in grado di erogare prestazioni di odontoiatria, fisiatria, ortopedia, neurologia, psicologia del lavoro, medicina del lavoro, etc.?). b .- E' doveroso che l'Amministrazione così come ha fatto per la medicina del Lavoro, fornendo di fatto sul mercato un pool di specialisti in medicina del lavoro come addetti alla sorveglianza sanitaria nell'ambito della 626, si proponga nel campo assicurativo privato ove potrà garantire una comune metodologia operativa, una standardizzazione delle procedure, una omogenea distribuzione territoriale dei medici INAIL sul territorio nazionale, tutti aspetti di sicuro interesse per le compagnie di assicurazioni; convenzioni con soggetti di diritto privato (ENPAIA ed ENASARCO) sono state di fatto già aperte in tal senso. D'altra parte una tale operazione eliderebbe, perché dovrebbe regolamentarla, ogni ipotesi di incompatibilità di volta in volta ripresentata come “deterrente”.
  5. Concorsi: La inaccettabile inerzia dell'Ente nel ricoprire tempestivamente le posizioni vacanti dei Dirigenti Medici, sia di I che di II livello, sta creando delle situazioni di profondo disagio in molte realtà territoriali. E' indispensabile che i posti disponibili vengano messi a concorso tempestivamente (nel rispetto dell'Accordo di programma siglato!) con la massima flessibilità, e con selezioni svolte anche a livello regionale al fine di garantire la operatività dell'Ente. I criteri per la selezione dei medici dell'Istituto dovranno uniformarsi a quelli in vigore per il Servizio Sanitario Nazionale, anche ciò garantirà l'integrazione delle funzioni dell'INAIL nel più ampio quadro sanitario nazionale. Nonostante le recenti vicende contrattuali, infatti, i medici INAIL svolgono, con elevata professionalità, funzioni sanitarie del tutto assimilabili ad analoghe figure del S.S.N. rendendo del tutto ingiustificata qualsiasi differenziazione.
  6. Trasferimenti: immediata applicazione delle regole vigenti. Le regole sono state scritte in tempi ormai non più recenti, ma la penosa distribuzione del personale medico sul territorio nazionale, le mancate sinergie tra coloro i quali dovrebbero sovrintendere alla funzionalità dei trasferimenti stessi, e coloro che istituzionalmente sono posti a garanzia della corretta applicazione delle norme, ha fatto sì che si continui a procedere con metodi a dire poco fumosi. Solo una corretta e leale sinergia tra le forze sindacali e l'amministrazione, potrà rappresentare un volano per il corretto operare, in assenza del quale continuerà a prevalere il sistema di fare ritardare o di definire solo alcuni trasferimenti.
  7. Collegio tecnico di verifica dell'incarico quinquennale: perseguimento della composizione del collegio e dei criteri da esprimere, con l'unico significato del collegio tecnico-medico per la verifica di obiettivi di stretta attinenza sanitaria. Tale impostazione darà garanzia di “neutralità” nelle valutazioni.
  8. Prime cure: r ivisitazione delle Strutture Inail “Ambulatori prime cure” in termini di qualità e accreditamento, riconoscimento, anche economico, dell'incarico di Direttore sanitario-tecnico quale responsabile coordinatore delle attività ambulatoriali e del governo clinico.
  9. Indennità: in primis riteniamo improrogabile ridiscutere i criteri di ripartizione della retribuzione di risultato prevedendo un unico parametro uguale per tutti, compresi gli extramoenisti. Non vi sono aspetti contrattuali diretti (sia vecchi, sia, abbiamo motivo di credere, futuri) che lo impediscono e, d'altra parte, è quanto meno ingiusto prevedere che a parità di impegno ed apporto al raggiungimento dei risultati, vi siano gravissime sperequazioni economiche. Quanto alla retribuzione di posizione crediamo vi siano adeguati strumenti normativi e contrattuali che consentono, a livello di contrattazione decentrata, di sanare le evidenti sperequazioni ancora presenti.


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