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X CONGRESSO NAZIONALE A.N.M.I.
Porretta Terme (Bologna)
8-9-10 Maggio 2003
Illustri ospiti, colleghe e colleghi,
è con vivo piacere che porgo a voi tutti il benvenuto e
l'augurio di buon lavoro.
La visuale della sala così gremita mi riempie di orgoglio
e ripaga di tutti i sacrifici me e tutti i colleghi che mi hanno
supportato nell'organizzazione di questo X Congresso Nazionale.
Prima di dar corso ufficiale ai lavori, corre l'obbligo di ringraziare
i vertici dell'Istituto ed in particolar modo il Direttore Generale,
dott. Acconcia e il Dott. Cicinelli che ci onorano della loro
presenza.
E' doveroso far presente che se ci sono state concesse le ore
come assemblea per i giorni 8 e 9 il merito è tutto del
Direttore Generale e del dott. Cicinelli i quali, anche in questa
occasione, hanno voluto tangibilmente dimostrare il loro interessamento
e la considerazione che nutrono per la nostra Associazione. (
poi, se presenti, le autorità politiche ).
Un saluto affettuoso e riconoscente al vecchio amico di tante
battaglie sindacali, il dott. Cimaglia, che pur se impegnato,
per il ruolo che attualmente riveste, su un fronte sanitario-amministrativo
istituzionale, resta sempre nei nostri cuori e rappresenta, per
noi tutti, la continuità sanitaria dell'INAIL e un saldo
punto di riferimento.
Un sincero e sentito ringraziamento alle Terme di Porretta e nello
specifico al dott. Sabatini, al dott. Ricci, al dott. Furia, alla
signora Paola e al personale tutto che, in maniera veramente squisita,
si sono prodigati per l'organizzazione e la riuscita di questo
Congresso.
Un caloroso saluto va anche ai colleghi rappresentanti delle altre
sigle sindacali che, con vero piacere, hanno aderito al nostro
invito.
Un pensiero grato al dott. Ossicini, al dott. Resti, al dott.
Lavorgna, al dott. Pirrotta e alla dott.sa Clemente per l'aiuto
costante fornitomi per la riuscita di questo incontro ed, infine,
un grazie di cuore a voi tutti che, per tre giorni, starete con
me a seguire i lavori congressuali e ad apportare il vostro contributo
di idee.
La relazione che mi accingo a leggervi sarebbe stato giusto che
l'avesse esposta il dott. Ossicini avendo lui ricoperto per ben
tre anni la carica di segretario, ma avendo lo stesso rassegnato
il mandato nell'ottobre dello scorso anno, l'arduo compito spetta
a me che, in maniera inaspettata, sono stato designato, a norma
di statuto, a sostituirlo.
Gli obiettivi che mi ero prefisso all'atto dell'investitura come
Segretario Nazionale f.f. erano: la compattezza del sindacato
in primis, la continuità ideologica e politica del sindacato
e l'organizzazione del X Congresso Nazionale, conscio che solo
da questa assise era giusto che fosse nominato il Segretario Nazionale
e il Direttivo Nazionale.
In merito al primo punto non nascondo che non è stato facile
tenere uniti i ranghi; ognuno ha voluto dire la sua nel bene e
nel male, sia per email che telefonicamente o con lettere e dichiarazioni;
è stato affermato di tutto e il contrario di tutto; segno
questo che il sindacato era attento e partecipe e che voleva avere
un quadro ben chiaro della situazione e degli obiettivi che si
prefiggeva il Segretario f.f. e il Direttivo Nazionale.
Alla fine, anche grazie al contributo del Direttivo stesso, del
Consiglio Nazionale, del Presidente uscente dott. Ferrantelli,
dello stesso dott. Ossicini e di alcuni colleghi che hanno fatto
da collante, siamo venuto fuori da questo momento particolare.
Il risultato è qui davanti ai vostri occhi; un sindacato
più vivo e vegeto che mai, sicuramente più forte
e motivato di prima ( di questo se ne sono resi conto gli altri
sindacati e la stessa Amministrazione ), un sindacato che ha fatto
tesoro di alcune incomprensioni ed errori commessi e che adesso,
monoliticamente, si ritrova qui riunito per definire nuove linee
politiche e i futuri percorsi sindacali della nostra Associazione.
Di ciò che è stato fatto nei tre anni antecedenti
il mio mandato, tutti voi ne siete ampiamente a conoscenza grazie
alle informazioni avute dai vostri segretari regionali, ai comunicati
e alle notizie pervenute per via informatica.
In proposito voglio solo segnalarvi alcuni obiettivi che la Segreteria
Nazionale e il Direttivo si erano prefissi e che sono stati ampiamente
raggiunti grazie all'impegno di tutti e far questi mi piace ricordare
l'equiparazione tra aiuti ed assistenti, la regolamentazione della
libera professione e, non da ultimo, l'indennità di esclusività
che per i nostri colleghi dell'INPS resta ancora una chimera.
Sarei, quindi, il meno idoneo a relazionarvi in merito anche perché
ognuno di voi ne ha chiara memoria: la prova di ciò è
costituita dalle numerose lettere di apprezzamento e ringraziamento
che avete fatto pervenire al dott. Ossicini all'atto delle sue
dimissioni.
Ringraziamenti ai quali mi associo dal più profondo del
cuore essendoci sempre stato fra me e il dott. Ossicini un rapporto
chiaro, affettuoso ma soprattutto sincero anche nei momenti in
cui qualcuno ha voluto paventare dissapori o incomprensioni fra
di noi.
Sarà difficile rimpiazzarlo del tutto ma sono sicuro che
con il suo aiuto che non ci farà certamente mancare, arriveremo
a mete ancora più alte.
Non potremo fare certamente a meno del suo bagaglio di conoscenza,
esperienza e preparazione per cui, così come ho gia fatto
lo scorso anno nel Direttivo, ripropongo, con piacere ed orgoglio,
la sua candidatura a Presidente del nostro Sindacato.
Premesso quanto sopra, mi limiterò, ad enumerarvi cosa
è stato fatto in questi sei mesi di reggenza, sei mesi
che , ove si considerino le festività natalizie e pasquali,
si sono ridotti a meno di cinque mesi di attività sindacale.
Primo atto del Direttivo e del Consiglio Nazionale è stato
quello di rivisitare la nostra polizza assicurativa, considerata
la sua naturale scadenza, ridefinendo i nuovi parametri economici,
conferendo l'incarico ad un nuovo brocker ed allargando la copertura
assicurativa anche alle problematiche penali.
Il tutto è stato fatto, anche se con sacrificio economico,
senza ritoccare la quota associativa.
Questa operazione è stata votata all'unanimità dai
nostri vertici sindacali: si è ritenuto necessario allargare
la tutela assicurativa come atto dovuto nei confronti di tutti
gli iscritti ed anche in considerazione dei poco piacevoli eventi
giudiziari che hanno visto coinvolti, immotivatamente, alcuni
colleghi.
Mi riferisco a denunce presentate per responsabilità professionale
in merito alla durata della temporanea o a presunte lesioni riportate
da infortunati conseguentemente a cicli riabilitativi o terapie
mediche.
Ribadisco, comunque, che si è provveduto all'allargamento
della tutela solo per fornire ai nostri iscritti un giusto supporto
legale ed economico e non certamente per coprire atti medico-legali
eseguiti non correttamente o penalmente perseguibili.
In cinque mesi, dicevo, sono stati tenuti ben quattro Consigli
Nazionali e tre Direttivi con cadenza, quindi, di più di
un incontro al mese, ciò senza tener conto delle riunioni
effettuate per il documento sul " ruolo unico " di cui
parleremo in seguito.
E' bene far presente che sia i Direttivi che i Consigli Nazionali
si sono tenuti a Roma il venerdì pomeriggio o il sabato
senza far ricorso ad ore di permesso sindacale, il tutto con enorme
sacrificio di tutti i partecipanti.
Il Presidente e il Segretario hanno avuto dieci incontri con il
dott. Cicinelli e, a volte, con il dott. Cimaglia, su particolari
tematiche sindacali.
Sono state avviate iniziative giudiziali sulle problematiche relative
alla verifica quinquennale e all'attività intramoenia allargata.
In merito allo spinoso problema della rappresentatività,
si sono avuti incontri col il Sottosegretario alla Funzione Pubblica,
sen. Learco Saporito, e con altri importanti esponenti politici.
A questo proposito ritengo doveroso ringraziare il dott. Ruggiero
Ferrara e il dott. Tolomeo per il fattivo contributo fornito e
il dott. Ossicini, che anche grazie alle sue personali conoscenze,
continua ad intessere rapporti a livello ministeriale e presso
l'ARAN.
Sull'argomento è stato, inoltre, stilato dal dott. Misticoni
un promemoria che verrà inviato alla classe politica e
che sarà alla base di future interpellanze parlamentari.
Tra le iniziative avviate bisogna anche ricordare che la nostra
Associazione, oltre alle tematiche mediche, ha anche rappresentato
all'Amministrazione le difficoltà conseguenti alla scadenza
del contratto del personale parasanitario e alle oggettive difficoltà
che si sarebbero venute a creare nell'area medica qualora non
si fosse provveduto immediatamente al rinnovo del contratto.
L'interessamento dell'Amministrazione e l'azione sinergica fra
la stessa e l'ANMI, che, a sua volta, ha attivato altri canali,
ha portato alla risoluzione del problema.
Per concludere voglio rammentare ciò che è stato
fatto per l'organizzazione di questo Congresso.
Dopo che il Consiglio Nazionale aveva provveduto a fornire delle
indicazioni di massima in merito alla data e all'eventuale luogo
del Congresso, mi era stato dato ampio mandato di vagliare varie
opportunità.
Contestualmente, dallo stesso Consiglio Nazionale erano state
rilasciate disposizioni per tutta l'attività sindacale
preparatoria al Congresso e ne erano state ribadite le regole
e nello specifico i segretari regionali erano stati invitati a
dare avvio all'aggiornamento e alla verifica, sia a livello regionale
che centrale degli iscritti, e ad indire la convocazione delle
assemblee regionali per l'elezione dei rappresentanti.
Dopo numerosi contatti telefonici, le Terme di Monticelli, primariamente
identificata come sede congressuale, avevano rappresentato l'impossibilità
ad accoglirci causa la mancanza di recettività alberghiera
per cui e si rendeva necessario identificare una nuova località
o posticipare ulteriormente la data dei lavori.
Quest'ultima possibilità, sebbene tutti fossero consenzienti
per una eventuale proroga, non mi è sembrata percorribile
anche in considerazione del fatto che la data del Congresso era
già slittata di un anno.
Per fortuna, sebbene avessero già precedenti impegni successivamente
dilazionati, le Terme di Porretta ci hanno offerto la loro disponibilità
e il supporto logistico necessario per l'attuazione e l'organizzazione
di questo decimo Congresso Nazionale.
A tirare le somme, quanto è stato fatto in così
breve lasso di tempo non mi sembra poco!!!
A voi il giudizio definitivo!!!
Dopo aver elencato le attività svolte, reputo, ora, necessario
rappresentarvi quale sarà la linea sindacale futura della
nostra Associazione.
Tutto ciò, però, è preventivamente, condizionato,
se lo riterrete opportuno, dalla mia elezione a Segretario Nazionale:
ribadisco, quindi, ufficialmente, la mia intenzione a candidarmi
e a svolgere tale compito per il prossimo triennio.
Se ciò non dovesse avvenire, non farò certamente
mancare il mio contributo al nuovo Segretario e al Direttivo che
andrete ad eleggere così come ho sempre fatto da ormai
venti anni, senza malanimo alcuno, sicuro che avrete identificato
una persona più idonea del sottoscritto allo svolgimento
di tale incarico, una persona disposta a sacrificarsi per il sindacato
e che dovrà sobbarcarsi un compito arduo senza prospettive
di guadagno alcuno o di riconoscenza ma solo sicura di dover far
fronte ad eventuali critiche e a volte anche a forme di ritorsione.
Così è sempre stato e così continuerà
ad essere: ne sono testimoni i miei predecessori ed io stesso
ne ho dovuto , personalmente e a mie spese, constatare la veridicità.
Chiunque presenterà la propria candidatura sia ben consapevole
di questo.
Il sindacato non è un palcoscenico sul quale si ottengono
applausi, anzi !
Per quanto mi riguarda, la mia lunga militanza sindacale mi rende
ben consapevole di ciò: di ciò che ho fatto e dei
numerosi impegni e sacrifici che dovrò ancora affrontare.
Mi stimolano a questa decisione, però, la sicurezza di
aver fatto sempre tutto quanto era nelle mie possibilità
per l'ANMI, la certezza di trovare nel nuovo Direttivo dei validi,
esperti e disponibili collaboratori, ma soprattutto la necessità
di continuare a portare avanti la linea sindacale già da
tempo avviata da Giannino Cipollini, impossibilitato ad essere
qui presente e che affettuosamente saluto, e seguita dal dott.
Cimaglia e dal dott. Ossicini.
Linea politica che ci vede legati ed assimilati al Servizio Sanitario
Nazionale sia normativamente che funzionalmente.
Normativamente perché devono essere applicati anche a noi,
medici dell'INAIL, i principi del contratto nazionale sanitario
con tutto ciò che vi è di positivo e di negativo
nello stesso.
Quante battaglie per raggiungere questo obiettivo!!!
Allontanarci ora dalla sanità nazionale vuol dire fare
un passo indietro per tutti noi e questo regresso sarebbe non
solo di ordine funzionale ed economico ma anche di immagine.
E' questa coesione alla Sanità Nazionale che ci dà
la forza di portare avanti alcune legittime richieste, come la
verifica per l'incarico quinquennale, e che ci stimola alla applicazione
e all'attuazione del ruolo unico.
E' questa stretta attinenza al Servizio Sanitario Nazionale che
crea i presupposti per un nostro coinvolgimento nel futuro Polo
Medico Legale Nazionale, polo che potrebbe far dilatare ulteriormente
le nostre aree di attività e di intervento ( non mi sembra
superfluo ricordarvi che la Commissione interparlamentare ha ribadito
la necessità di accorpare il servizio sanitario degli enti
previdenziali presso l'INAIL così come ha paventato la
possibilità di delegare i medici dell'INAIL per l'accertamento
dell'invalidità civile).
La stessa scuola medico-legale INAIL che da anni cerchiamo di
portare avanti anche con il sacrificio di tanti colleghi docenti
presso vari istituti universitari e che ha trovato la sua più
chiara esplicitazione e realizzazione nelle tabelle allegate al
Dec. 38/2000, unico baréme valutativo legalmente riconosciuto,
ci inserisce, a pieno titolo, nel servizio sanitario nazionale.
E' la sovrapposizione normativa con il contratto dell' SSN che
ci consente di svolgere l'attività intramoenia ed extramoenia
dandoci la possibilità di un confronto culturale e valutativo
con gli altri medici legali e, consequenzialmente, un maggiore
accrescimento culturale che noi tutti, successivamente, mettiamo
a disposizione dell'Ente.
E' lo stesso contratto che ribadisce che l'attività di
medico competente non potrà mai essere svolta all'interno
del nostro Ente come attività istituzionale nonostante
le pressioni e le minacce che giungono da più parti.
E' lo stesso contratto che ci impone l'attuazione del ruolo unico,
ruolo unico che vuol dire ruolo unico sanitario che tutti, cioè,
siamo dirigenti ma che siamo soprattutto medici e che la nostra
attività deve essere mirata e raggiungere il bene unico
ed esclusivo della salute del malato.
Essendo tutti medici ed avendo un solo fine ideale e contribuendo
tutti, allo stesso modo, al raggiungimento degli obiettivi, è
giusto che le differenze retributive vengano livellate quanto
più e possibile.
Vorrei richiamare la vostra attenzione su questo punto, visto
che continuano a sussistere dubbi ed errate interpretazioni, che
non è previsto in nessun contratto che non ci saranno differenze
retributive tra le varie figure all'interno dell'area medica così
come continueranno ad essere previste figure apicali e non.
Non ci potrà mai essere un ottimale raggiungimento degli
obiettivi se non ci sarà una divisione dei compiti ai fini
organizzativi.
Tutti portiamo acqua allo stesso mulino ma, come in ogni guerra,
le battaglie si combattono con i generali, con gli ufficiali e
con la truppa ben consapevoli del ruolo che ognuno svolge.
Il ruolo unico resta, in questa ottica, la nostra meta per i futuri
tre anni tenendo ben presente che per la realizzazione dello stesso
è necessario:
-una classificazione delle attuali attività sanitarie dell'Ente
non basata su semplici parametri numerici ma sulla qualificazione
delle stesse nei nuovi contesti organizzativi, funzionali e legislativi
dell'INAIL;
-il mantenimento dell'attuale assetto economico per tutte le figure
mediche senza ripensamenti o penalizzazioni;
-la riduzione della forbice retributiva fra le varie figure a
vantaggio delle classi attualmente più penalizzate così
come riportato nel nuovo contratto ARAN;
-l'abolizione dei livelli gararchici, pur nel rispetto delle funzioni,
dei compiti e delle responsabilità delle figure previste
per ogni unità operativa.
Perché ciò si realizzi è necessario, però,
il pieno coinvolgimento sia dei vertici amministrativi che di
quelli sanitari dell'Ente.
Non sarà un compito facile ma sono sicuro che con la buona
volontà e con la disponibilità di tutti riusciremo
a raggiungere quest'obiettivo.
Indubbiamente si dovrà mettere mano ad una riclassificazione
delle sedi non basata sui semplici numeri dei pezzi ma sulla attività
effettivamente svolta anche in funzione delle difficoltà,
dell'ampiezza e delle realtà territoriali, dei nuovi obiettivi
individuati dall'Ente, dell'ampliamento della tutela assicurativa,
delle problematiche legate alla informatizzazione, del novello
contesto legislativo introdotto dal danno biologico e, non da
ultimo, dell'individuazione e del reperimento di risorse finanziarie
e delle successive modalità di distribuzione.
Come vedete ce n'è per tutti!!!
Queste difficoltà, certamente, non ci spaventano, anzi
costituiranno per noi tutti motivo di stimolo e un sicuro banco
di prova per il nuovo Direttivo.
E proprio in quest'ottica ritengo opportuno far presente che le
scelte che andrete ad effettuare dovranno essere da voi tutti
vagliate con molta attenzione.
Le problematiche sindacali sono tante e talmente variegate che
ritengo necessario che vengano individuate delle persone disposte
veramente a sacrificarsi per il Sindacato.
L'epoca in cui Adriano Ossicini faceva da factotum ritengo non
sia più consona ai tempi; i nuovi membri del Direttivo
dovranno, ognuno per le specifiche competenze ed in piena autonomia,
rimboccarsi le maniche e, coordinati dal Segretario Nazionale,
offrire a tutti i colleghi, il più ampio servizio.
A tale scopo ritengo necessario che i responsabili delle varie
problematiche individuati all'interno del Direttivo, alla fine
di ogni anno, dovranno relazionare all'intero Consiglio Nazionale
sulle specifiche attività svolte.
In questo modo ognuno si sentirà pienamente responsabile
del proprio settore, sarà costretto a tenersi informato
sulla materia di specifica pertinenza e sarà di valido
ausilio al Segretario Nazionale che, come è d'uopo, è
tenuto a vigilare su tutta l'attività sindacale svolta.
La necessità di un Direttivo snello, multifunzionale, rispondente
in maniera rapida alle aspettative di tutti, è imposta
dalle numerose problematiche che ancora ci restano da risolvere
e che già ci vedono impegnati e nello specifico, fra le
più cogenti, quelle riguardanti:
-La rappresentatività;
-Il Medico Competente;
-L'attività intra ed extramoenia;
-I criteri per la verifica quinquennale e la relativa composizione
della commissione di Verifica;
-L'informatizzazione dell'area medico-legale;
-Le prime cure;
-Le regole sui trasferimenti e sui distacchi;
-Le problematiche di ordine economico.
In riferimento al primo punto tutti voi conoscete perfettamente
la norma antidemocratica della Legge quadro e nello specifico
del 5% che ci ha esclusi dal tavolo delle trattative sindacali
così come ben sapete dei comunicati e dei numerosi tentativi
portati avanti dal dott. Ossicini e dal sottoscritto nelle competenti
sedi e nei confronti della nostra Amministrazione per vederci
riconosciuto quanto legalmente ci compete.
Siate anche al corrente di quale sia la posizione dei vertici
dell'INAIL e degli altri sindacati rappresentativi e delle diverse
correnti di pensiero all'interno degli stessi e non affermo ciò
per fare dei distinguo e delle sterili polemiche, così
come siate perfettamente consapevoli che la maggior parte dei
temi in precedenza elencati fanno tutti capo allo stesso problema
e cioè la rappresentatività.
E' inutile nascondervi che da più parti si è tentato
di darci una collocazione politica per la definitiva risoluzione
del tema, ma noi siamo stati fino in fondo coerenti con quanto
riportato nel nostro Statuto e cioè la nostra più
totale autonomia da qualsiasi connotazione o credo politico; sono
anni ormai che ci dibattiamo in questo periglioso mare ma mai
siamo venuti meno alle nostre prerogative e alla nostra coerenza,
prova ne sia la fuoriuscita dalla FEMEPA nell'attimo in cui questa
si è asservita ad una sigla politica.
Continueremo fermamente su questa strada consci di essere ormai
in vicinanza del traguardo; la Legge 145/2002 aspetta solo il
Decreto Ministeriale attuativo e noi in questo senso stiamo spingendo.
Vorremmo, però, che anche l'INAIL si impegnasse decisamente
su questo tema; il nostro riconoscimento come sindacato rappresentativo
è un traguardo che fa comodo anche e soprattutto all'Ente
e, non da ultimo, anche alle altre sigle sindacali.
A che serve firmare degli accordi che ci vedono esclusi quando
poi questi stessi accordi non possono diventare attuativi?
Dobbiamo ricordare l'accordo per il medico competente e quello
della verifica quinquennale?
Ciò sia ben chiaro senza nulla voler togliere alle altre
sindacali alle quali dobbiamo riconoscere, grazie soprattutto
alla presenza di colleghi medici, una disponibilità ed
uno spirito di collaborazione e di categoria veramente encomiabile.
Noi abbiamo sempre affermato che per far grande il nostro Istituto
c'è bisogno dell'aiuto di tutti, della forza numerica ma
anche del peso politico; solo in questo modo potremo raggiungere
veramente importanti traguardi.
L'INAIL e gli altri sindacati debbono rendersi conto di ciò
ed impegnarsi, con noi, affinché questo obiettivo venga
raggiunto.
Non bastano più i buoni propositi; tutti, i vertici dell'Istituto,
per primi, si attivino in tale senso, ci affianchino in questa
nostra battaglia e non permettano che si arrivi ad un nuovo contratto
lasciandoci ancora fuori dalle trattative.
Siamo disposti a tutto perché ciò non avvenga; non
resteremo per altri quattro anni e forse più nel limbo
delle cortesie, dei sotterfugi e delle concessioni, né
lasceremo, come stiamo già facendo, nulla di intentato.
E' questo il momento di schierarsi in maniera chiara e decisa;
chi non è con noi è contro di noi.
In merito al Decreto Legislativo 626/94 e all'attività
di medico competente tutti voi siate al corrente delle varie vicende
intercorse: conoscete il contenuto del documento presentato dall'Amministrazione,
documento da noi fermamente respinto e nel quale erano anche portati
sul tavolo delle trattative altri argomenti quali la ridefinizione
delle sedi di II Livello, l'allargamento del numero dei B1 e la
conseguente riparametrazione economica, la esplicitazione dell'attività
intra ed extramoenia ed altro.
Tutti sapete quali sono state le conclusioni e come il tutto si
sia risolto solo affrontando il problema del medico competente
tralasciando, così, di fatto tutti gli altri argomenti.
Anche su questo tema abbiamo apprezzato la buona volontà
dell'Ente di voler affrontare tale tematica e, soprattutto, l'intenzione
dello stesso di giungere ad un accordo che non ci vedesse esclusi
dalle trattative.
Abbiamo cercato di far capire quali erano le nostre perplessità,
soprattutto in merito alla non obbligatorietà e alla non
istituzionalità dell'attività, e abbiamo fornito
dei suggerimenti quali :
-la propedeutica necessità di un interpello sulla disponibilità
dei medici INAIL a svolgere tale incarico;
-la chiara collocazione dell'attività sul versante interno,
tenendo conto delle eventuali disfunzioni correlate al "
carico di lavoro ", e in regime di convenzione;
-la stipula di un contratto chiaro e completo tra datore di lavoro
e medico;
-l'applicazione e il rispetto di regole economiche.
Si è arrivati ad un accordo con gli altri sindacati che
ripercorre,per grandi linee,quello già siglato nel 1998
con poche novità e scarsi margini di certezza per i medici
disposti a svolgere tale attività.
Non abbiamo fatto battaglie contro tale documento proprio per
la sensibilità che sempre abbiamo dimostrato su tale problema,
consci dell'importanza e dei riflessi politici e di immagine che
lo svolgimento di tale compito comporta.
Stiamo alla finestra a guardare convinti che ci saranno pochi
cambiamenti e che, ben presto, dovremo affrontare nuovamente l'argomento.
Per quanto riguarda l'attività intra ed extramoenia e
sul regime autorizzativo per l'espletamento delle suddette attività
abbiamo avuto degli incontri e degli scambi di opinioni con la
DCRU anche in considerazioni di pericolosi venti di guerra che
si profilavano all'orizzonte.
Il dott. Cicinelli, supportato dal dott. Cimaglia, hanno bloccato
sul nascere tali nefaste iniziative e, come da accordi, la DCRU
ha inviato ai direttori regionali, per quanto riguarda l'autorizzazione
per l'attività extramoenia, una lettera dove vengono fornite
chiare indicazioni in merito.
Noi ribadiamo che, in base alla normativa vigente ( legge 145/2002)
e all'accordo siglato nel 1999 , lo svolgimento di tale attività
non necessita di alcuna autorizzazione ma che il medico è
tenuto alla sola informativa all'INAIL una tantum, così
come siamo convinti che il portare avanti una battaglia su tale
argomento sarebbe cosa inutile e infruttuosa.
Momentaneamente prendiamo atto dei contenuti della suddetta lettera
e soprassediamo alla azione giudiziaria intrapresa, pronti a far
valere, nelle competenti sedi, le nostre ragioni qualora ci fossero
inadempienze o prese di posizione improprie sull'argomento. Ciò
anche in considerazione del fatto che, dopo l'incontro di tre
giorni fa, il Direttore Generale e il dott. Cicinelli si sono
impegnati, viste le nostre perplessità su alcuni contenuti
della suddetta lettera, ad inviare delle ulteriori comunicazioni
chiarificatrici e ad impartite disposizioni sul regime autorizzativo
per l'attività extramoenia.
Continueremo , invece, la battaglia giudiziaria in merito alla
composizione della commissione per la verifica degli incarichi
quinquennali convinti della giustezza delle nostre posizioni,
giustezza dettata dalla piena attinenza alla normativa vigente
e sicuramente più funzionale per l'Istituto sia in termini
politici che di immagine.
A tale proposito riteniamo doveroso che l'amministrazione delinei
e identifichi i criteri di valutazione, criteri che certamente
non possono essere delegati al Direttore della Sede il quale,
sebbene con il dovuto rispetto, nulla a volta conosce dell'attività
sanitaria o dei parametri valutativi sanitari.
Relativamente ai compiti istituzionali, ritengo opportuno affrontare
il problema della istituenda Direzione Centrale Sanitaria, delle
prime cure, dell'informatizzazione dell'area medico-legale e la
conseguente necessaria rivisitazione dell'organico.
Gli argomenti sono strettamente collegati tra di loro perciò
è necessario procedere ad una analisi unitaria degli stessi.
La nostra attività, in questi ultimi anni, si è
notevolmente dilatata sia quantitativamente che qualitativamente:
l'introduzione delle prime cure ha comportato una lievitazione
notevole delle prestazioni effettuate dall'area medico-legale,
ci ha costretto ad un sovvertimento e ad una rivisitazione dei
flussi procedurali con una nuova organizzazione all'interno delle
sedi sia per quanto riguarda il versante interno che quello esterno.
E' stato in più occasioni affermato che nel 2002 l'INAIL
ha lavorato il numero di documenti più elevato di tutta
la sua storia.
Tutto ciò è dovuto a vari fattori e non da ultimo
alla definitiva copertura dei posti di Dirigente Medico vacanti
e al notevole spirito di sacrificio di tutta la classe medica
che, unitamente all'area amministrativa, sta, attualmente, sopperendo
alle carenze di personale e organizzative esistenti.
Mi riferisco alla latitanza di regole relative ai flussi procedurali:
non si sa ancora, o meglio non viene fatto sapere in sede, a chi
compete la scannerizzazione dei documenti sanitari, chi deve inviare
gli inviti a visita e la richiesta di documentazione sanitaria,
di chi è il compito di spedire le cartoline per i controlli
della temporanea, per le revisioni e per le collegiali ed altro.
Senza parlare, poi, delle grosse problematiche legate alla informatizzazione
dell'area medico-legale. Non stiamo mettendo in dubbio la validità
di " Cartella clinica ", così come è stato
erroneamente interpretato in seguito al nostro cumunicato "
La storia infinita ", qui stiamo parlando della lentezza
dei flussi informatici, dei collegamenti che saltano continuamente
e che ci costringono ancora a lavorare sul cartaceo, a volte anche
pericolosamente, e della necessità di prevedere, ove possibile,
uno snellimento di " cartella clinica ".
Ci rendiamo conto che l'informatizzazione è necessaria
ed insostituibile per quanto riguarda la banca dati, l'elaborazione
e lo studio del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali,
lo stato del contenzioso giudiziario e per fornire informazioni
e dati numerici a livello nazionale, ma, siamo costretti a costare
quotidianamente, che il carico di lavoro di ognuno di noi è
considerevolmente aumentato.
Non vogliamo offrire all'utenza una prestazione dequalificata,
legata alla necessità di fare presto perché fuori
c'è la fila, o mandare via gli infortunati perchè
" il sistema non mi fa entrare ".
A tutto questo, ciliegina sulla torta, sentiamo aggiungere che
bisogna far ricorso quanto meno è possibile agli specialisti
SUMAI oppure che è necessario rivisitare l'organico perché
siamo troppi o perché il numero delle revisioni si è
ridotto o latro ancora.
Affermazioni del genere ci spaventano, ci sconcertano e creano
i presupposti per un sovvertimento qualitativo e quantitativo
dell'attività medico-legale di sede.
Per questo è necessaria una Direzione Centrale Sanitaria:
chi meglio del Direttore Sanitario conosce le esigenze delle sedi,
l'attività medico-legale, le problematiche e i bisogni
di personale e mezzi dell'area sanitaria ? Chi meglio di lui può
contemperare le esigenze di funzionalità delle strutture
sanitarie con le esigenze globali dell'INAIL? Chi può garantire
il controllo, la verifica e la omogeneizzazione sul territorio
della criteriologia medico-legale se non una struttura centrale
sanitaria ?
Siamo consapevoli, fermamente convinti della esigenza dell'istituzione
di una Direzione Centrale Sanitaria e dell'insostituibile ed importante
ruolo che la stessa deve svolgere; deve essere punto di incontro,
anche su problematiche sindacali, tra i medici e l'amministrazione
e tenere ben presente l'obiettivo SANITARIO per cui viene istituita;
non deve essere governata da una persona come affermava il dott.
Ossicini nella sua relazione Congressuale del 1999 :"
più
realista del re, né deve sempre dire sì all'amministrazione
su tutti i progetti presentati dalla stessa; talvolta bisogna
avere il coraggio e la forza di dire no soprattutto quando gli
obiettivi sono imprecisati o assolutamente evanescenti e sceverare
le cose perseguibili da quelle che non lo sono o che sono di pura
immagine ".
Il dott. Cimaglia, al di là di qualche larvata, affettuosa
critica, resta per noi tutti, il candidato più idoneo a
ricoprire l'importante carica di Direttore Centrale Sanitario
sintetizzando, nella sua persona, alte capacità dirigenziali,
una " concreta capacità propositiva " e "
una profonda conoscenza delle problematiche del personale sanitario
".
Così più volte è stato scritto dall'Ente
il quale, però, molto spesso, non tiene conto del suo parere
in merito a trasferimenti o distacchi, ma continua, imperterrito,
a seguire una logica al di fuori di ogni regola o criterio.
Ed è questo un ulteriore punto dolente su cui più
volte abbiamo scritto chiedendo un incontro con il quale delineare
una criteriologia modale e temporale dei trasferimenti.
Vi rammento che proprio nel mese di aprile u.s. ci è stata
notificata la circolare con i criteri per i distacchi e i trasferimenti
del personale non dirigente.
Cosa si aspetta per chiudere questo ulteriore capitolo?
Come vedete di argomenti e di problemi da risolvere ce ne sono
a iosa.
Siamo ben consapevoli che l'attuale momento politico ha portato,
a tutti i livelli, ad una stagnazione pericolosa a causa
della quale nessuno si sente autorizzato a prospettare soluzioni
o a raggiungere accordi, ma, contestualmente, dobbiamo ammettere,
nonostante tutto, di aver trovato, soprattutto negli ospiti qui
presenti, degli interlocutori attenti e disposti ad ascoltarci.
Noi continueremo, imperterriti, a portare avanti la nostra linea
sindacale cercando sempre di privilegiare il colloquio e il tavolo
delle trattative per la risoluzione dei problemi che ci affliggono,
ma, contestualmente, non rinunceremo ad attivare eventuali forme
di lotta anche dura se sarà necessario forti della nostra
coesione e del monolitico spirito associativo che sempre e comunque
ci ha contraddistinto.
Grazie.
Il Segretario Nazionale f.f.
Prof. Alfredo Cristiano
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