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IX CONGRESSO NAZIONALE A.N.M.I.
MONTICELLI TERME 30 APRILE 1-2 MAGGIO 1999
Relazione del Segretario Nazionale
Illustri Ospiti, colleghe e colleghi,
compito del Segretario al termine di un triennio di mandato è
quello di effettuare un bilancio di quanto accaduto e di suggerire
proposte per il futuro prossimo dell'Associazione, proposte che
dovranno essere vagliate, valutate, interpretate, integrate, modificate
o addirittura disattese dall'assemblea che è sovrana, e
dopo di ciò competerà ai NOI delegati decidere il
nostro futuro e chi dovrà rappresentarci per i prossimi
tre anni.
Per effettuare un bilancio è doveroso, anzi è obbligatorio,
andare a ritroso e vedere insieme il cammino fatto e soprattutto
se gli obiettivi che ci eravamo dati sono stati raggiunti, se
lo sono stati in che misura, e se non lo sono per quale motivo.
Non potevo quindi, nell'affrontare l'argomento, non rileggere
la mia relazione al VIII Congresso, allorché proposi una
linea strategica poi condivisa dal Congresso e la mozione conclusiva
espressa dal Congresso stesso.
Allora nella relazione iniziai con dire: "Per fare un bilancio
non sono ammesse scorciatoie di sorta, è doveroso partire
dagli impegni presi e quindi dal documento scaturito a Porretta
Terme e da quanto si è andato prospettando nel corso del
triennio appena trascorso"; oggi, cambiando "Porretta"
con "Telese", posso egualmente cominciare la relazione
nella stessa maniera senza paura di essere ripetitivo, ma semplicemente
coerente.
Mentre, però, allora le conclusioni le trassi solo alla
fine, senza volere influenzare nessuno, ora ritengo importante
dare un segnale preciso a tutti voi:
"In questo triennio abbiamo ottenuto importanti e significativi
successi ma, il nostro futuro, è tutt'altro che roseo !
"
Ciò detto verrebbe quasi la voglia di saltare subito alle
conclusioni, sul che fare ed all'operatività, ma non lo
ritengo corretto non solo verso chi in questi anni - membro del
Direttivo, Segretario Regionale o semplice Iscritto - attivamente
si è adoperato con forte impegno, perché molte cose
andassero a buon fine , ma soprattutto verso chi - TUTTI Voi -
ha permesso che tali obiettivi si raggiungessero.
Non ritengo giusto minimizzare quello che abbiamo ottenuto insieme!
MOZIONE 12 maggio 1996 Telese Terme
I punti qualificanti della mozione, e dei gruppi di lavoro conseguenti
costituiti all'interno del direttivo per darne attuazione, erano
in sintesi:
- Aggiornamento professionale;
- Informazione;
- D.Lgs. n.626/94 e attività di "Medico competente";
- Autonomia professionale;
- Articolo 55 L.n.88/89;
- Organico, concorsi, incarichi e trasferimenti;
- Rapporti con i "giovani medici"
Aggiornamento professionale
Per l'aggiornamento professionale possiamo serenamente dire che
gli obiettivi prefissati sono stati superati e si è andati
oltre le più rosee previsioni da esserne soddisfatti; basti
riferirci agli ormai canonici seminari di aggiornamento annuali
riservati a tutti i medici e gestito direttamente dagli stessi
per il tramite della S.M.G., ed al fatto che oramai la biennalità
dei Congressi Nazionali di Medicina Legale previdenziale organizzati
dall'INAIL è un dato acquisito.
Come non ricordare con piacere il Congresso di Chia Laguna nel
1996 e quello, recente, del 1998, di Giardini Naxos.
Il fatto che numerosi colleghi frequentino le Scuole di Specializzazione,
molti come discenti e diversi come docenti, è testimonianza
palese del percorso fatto e oramai consolidato; per non dimenticare
poi le preziose pubblicazioni sia in campo medico legale che di
medicina del lavoro effettuate dai medici interni, il tutto legato
all'avvio della Sovrintendenza Medica Generale - 1997 - come unico
referente di tutta l'attività medica, Sovrintendenza Medica
ipotizzata, senza tema di smentita, per la prima volta da noi
medici dell'ANMI con un progetto discusso all'interno del direttivo
proprio qui a Monticelli Terme in un nostro Congresso di aggiornamento,
allorché l'Ente era totalmente assente su tali iniziative.
Non ritengo di dilungarmi sullo specifico argomento che verrà
trattato adeguatamente dalla collega Mortara.
Informazione
Su tale versante l'impegno profuso è stato massimo e,
dobbiamo dire, con ottimi risultati: chi oggi non conosce l'attività
della nostra associazione lo deve al fatto o che non segue con
la necessaria attenzione tutte le problematiche "della vita
di associazione", non è certo però un obbligo,
o al fatto che non si preoccupa nemmeno di leggere quelle che
viene trasmesso quasi quotidianamente.
Oggi è impensabile tornare all'informazione dei primi
anni novanta, che i meno giovani ricordano, con trasmissione postale
dei vari documenti dovuti alla buona volontà di alcuni
iscritti: chi ricorda che la "posta" arrivava da Bari?.
Infatti molte volte le decisioni prese nel Direttivo o nel Consiglio,
devono avere riscontro nei fatti, con la partecipazione di tutti,
celermente. Per questo nel precedente direttivo si passò
dalla "corrispondenza" per posta al fax, e nell'attuale
via modem-fax per accelerare ancor di più i tempi di trasmissione
ed annullare i tempi morti.
Non potevamo non approfittare dei nuovi mezzi tecnologici!
A tal proposito ritengo che Tutti noi dobbiamo un sentito grazie
alla collega Marta Clemente che in questi tre anni di distacco
- ed anche adesso che non è più distaccata - con
sacrificio personale, ha permesso che l'informazione circolasse
nella dovuta maniera; mi scuso oggi, davanti a Voi con Lei, se
qualche volta ho abusato della sua pazienza e approfittato della
sua disponibilità a lavorare anche fuori da orari canonici
pur di far pervenire a Voi tutti le necessarie informazioni.
Non è il momento, né il luogo, né è
opportuno fare polemiche con le altre sigle sindacali che hanno
colleghi medici iscritti - abbiamo come graditi ospiti i vertici
di diverse OO.SS. aziendali - ma non posso non sottolineare, la
diversità della mole di informazione da noi data e della
poca informazione - ed il più delle volte sull'onda dei
nostri comunicati - da loro effettuata.
Eppure gli argomenti erano e sono comuni ai medici che tutti
diciamo ufficialmente di voler rappresentare !
Probabilmente il percorso nella "strategia di un risultato"
è diverso; nel nostro Statuto è perfettamente leggibile,
per altri forse, su tematiche mediche, è più facile
"comunicare" a risultato avvenuto, magari rivendicandone
il merito.
Un ringraziamento anche all'amico Cortese, che parlerà
successivamente, che con i suoi "preziosi volumi" mensili
sta delineando la memoria storica di quanto la nostra associazione
ha fatto in questi tre anni, riassunti sinteticamente nei due
volumetti che avete trovato nella cartella congressuale.
In tali volumi vi è la testimonianza concreta dellattività
svolta; ci domandiamo e chiediamo ai colleghi medici iscritti
alle altre sigle, dove, quando e come hanno discusso allinterno
della loro sigla tutte le nostre fondamentali questioni, perché
ci è sfuggito tale passaggio, sicuramente per colpa nostra,
in quanto le tracce lasciate sono impalpabili.
Possiamo comprendere che per vicinanza ideologica ci si possa
iscrivere a questa o quella Confederazione tanto che nel nostro
statuto è prevista la doppia iscrizione e, come segnale
di alta democrazia, diversi delegati, non titolari di cariche
elettive, qui presenti hanno la doppia iscrizione; tanto viene
compresa, e rispettata da tutti che nonostante quanto successo
- il loro vergognoso comunicato dal titolo "Contrattazione
o Agitazione" come se per noi fosse stato possibile scegliere
dopo che ci avevano escluso - nessuna assemblea Regionale ha ritenuto
di dover portare allattenzione del Congresso tale spinosa
problematica, che potrà ora essere affrontata e discussa,
viste le norme precongressuali, solo se il Congresso allunanimità
lo riterrà opportuno.
Diciamo quindi, sommessamente, senza offendere gli ospiti, a
quei pochi colleghi non ancora iscritti con noi, che per essere
difesi e meglio tutelati hanno una solo scelta logica (non ideologica)
da effettuare che è quella di
iscriversi anche con noi!
D.Lgs. n.626/94 e attività di "Medico competente"
Per lo svolgimento di tale attività non bisogna dimenticare
che si era partiti da una "Nota tecnico-giuridica" dell'Avvocatura
Generale in cui si sosteneva che tale attività era per
i medici dell'Istituto:
¨ Obbligatoria;
¨ Istituzionale;
¨ Senza necessità di consenso;
¨ Non retribuita
Dopo nostre ferme prese di posizione si pervenne a definire che
tale attività:
¨ NON era obbligatoria e abbisognava del consenso dell'interessato
¨ NON era attività istituzionale
¨ Doveva essere retribuita a parte.
¨ Abbisognava di copertura assicurativa
Era, secondo noi, la logica ed unica conclusione a cui si poteva
pervenire stante le normative di riferimento ma, per ottenere
ciò, fummo costretti ad intraprendere una lunga diatriba
- per inciso l'assicurazione ce la siamo fatta da soli ad un prezzo
decisamente inferiore a quella proposto dall'Ente - di chi la
colpa di aver perso tutto questo tempo in questa discussione?
L'accordo alla fine fu siglato nell'aprile 1998, e da noi disdetto
alla fine dello stesso anno in quanto non ritenuto del tutto soddisfacente.
Le disfunzioni da noi evidenziate nell'accordo correlate al "carico
di lavoro" appaiono ancora palesi e, a tutt'oggi, tale accordo
non ha trovato applicazione per il lato economico nel versante
esterno, mentre è a livello embrionale su quello interno.
Sono necessari diversi correttivi ed il rispetto, secondo noi,
del titolo IV del CCNL 1994-1997 per poter affrontare correttamente
tale attività .
La nostra sensibilità su tale problematica è talmente
grande che, nonostante numerose e reiterate inadempienze dell'Amministrazione,
invece di obbligare i "medici competenti" alla messa
in mora, ci siamo limitati a "suggerire" la messa in
mora nel tentativo di forzare la situazione.
Non credo convenga all'Ente un ricorso in massa da parte dei
medici alla Magistratura, perché un giudice terzo potrebbe
prendere decisioni, cui poi dovremmo attenerci, decisioni che
siamo certi più sgradite all'amministrazione.
Autonomia professionale
Ritengo, su tale tema si potrebbe addirittura effettuare un Congresso,
che l'autonomia non va richiesta, va esercitata e chi non la sa
esercitare e sempre chiede "aiuto" esterno, magari al
sindacato, non la possegga; abbiamo gli strumenti per essere autonomi
cerchiamo di adoperarli.
Andando sicuramente controcorrente non ritengo, e Voi tutti lo
sapete, che l'autonomia sia collegata a quanto ottenuto recentemente-
mi riferisco all'unica badgettatura, che è stato un cavallo
di battaglia per tanto tempo perseguito ed alla fine ottenuto,
in quanto credo che non siano meno responsabili ed autonomi di
noi i Dirigenti Medici del SSN che tuttora continuano a timbrare
ed il timbrare, personalmente, non l'ho mai ritenuto lesivo della
mia dignità professionale; per accattivare le Vostre simpatie
avrei potuto dire: "Grande Vittoria" finalmente timbriamo
una volta sola, ma non me la sento di mentire né a me stesso,
né a Voi, perché lo ritengo - in considerazione
della diversità delle prestazioni e degli orari più
rigidi da rispettare da parte dei medici del S.S.N. in confronto
alla nostra attività sanitaria - semplicemente un atto
tutto sommato dovuto e percorribile all'interno dell'Ente - altrimenti
non lo avremmo ottenuto.
Ritengo, invece, una nostra grande vittoria per l'autonomia la
delibera n.699 del maggio 1997 sulla Dirigenza Medica, ottenuta
perché tutti concordemente ci siamo battuti per ottenerla
- ricordate la manifestazione a Roma del 14.2.97 ?- autonomia
però in grave pericolo con il nuovo contratto.
L'euforia, ora, è quindi contenuta, anche se la soddisfazione
rimane grande.
Ritengo estremamente lesivo dell'autonomia quanto ci sta succedendo
in merito ai passi indietro sulla Dirigenza Medica, problematica
da molti sottovalutata, nonostante segnalai puntualmente il pericolo
sin dall'emanazione del Dlgs.vo 396/97.
Articolo 55 L. n.88/89
Sullo specifico tema il sindacato si è impegnato in prima
persona fornendo anche a tutti i medici un parere del nostro avvocato
in merito ad una corretta applicazione della Circ.71/96, ed una
pubblicazione al Congresso SISMLA dal titolo "Revisione:
Potestà, validità, arbitrarietà " (Ossicini-Mortara)
che trattava anche del suddetto articolo con una disquisizione
sul concetto di errore che sta trovando conforto a livello legislativo
In merito, come sapete, vi è un disegno di legge collegato
alla finanziaria con proposte correttive per circoscrivere i limiti
temporali dell'applicazione dell'art.55 (ambito revisionale) e
per una ridefinizione del concetto "errore".
Organico, concorsi, incarichi, trasferimenti
Organico - L'organico, dietro nostre istanze, è stato
rivisitato con la previsione di n.139 Dirigenti Medici di II liv.
(135 + 4), dai preventivati 95 successivi al passaggio dalle precedenti
tre figure di Primario, Aiuto ed assistente a quelle di Dirigente
Medico di II e I liv., andando addirittura oltre i 128 Primari
che erano previsti nella delibera del lontano 1985; tutto ciò
è stato possibile grazie alla pervicacia cui tutti quanti
noi abbiamo insistito sul fatto che era inconcepibile la figura
del "medico responsabile itinerante". Come sapete in
precedenza un "Primario" rispondeva non solo di diverse
unità operative nella stessa provincia, ma anche di diverse
provincie. Ora si parla di "poli di produzione" nella
stessa provincia.
Concorsi - Gli accessi al I al II livello che abbiamo preteso
ed ottenuto fossero regolamentati sulla base dell'art.7, comma
5 del nostro CCNL che affermava che i requisiti dovessero essere
basati "..sulle normative di cui al 517/93, tendendo conto
delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti e nel rispetto
delle disposizioni vigenti sul reclutamento
"
Abbiamo accettato alcune variazioni, non certo quelle che avrebbero
sconvolto la norma, mi riferisco soprattutto a quelle relative
alla specializzazione di riferimento (medicina legale o materia
affine o equipollente) e quella a sui requisiti di anzianità
che nella proposta iniziale dell'Amministrazione, su indicazione
della stessa S.M.G., prevedeva 15 anni di anzianità e la
qualifica di aiuto, in verità anche diversi aiuti del nostro
sindacato, e di altre sigle sindacali si auspicavano questa linea;
nel rispetto della normativa facemmo si che non si derogasse a
quanto previsto dal D.P.R.n.484/98: 10 anni di anzianità
di ruolo nel SSN, stesso limite da noi per accedere a II livello.
Incarichi - L'incarico a verifica quinquennale è stata
un'altra battaglia vinta con perdita economica di pochi mesi:
1.2.98 rispetto alla decorrenza 1.7.97 prevista dalla normativa.
Non scordiamoci che il CCNL per il biennio 1996-1997 è
stato siglato solo il 10.7.97 e di fatto operante solo dal novembre
1997 e le lettere di richiesta dell'Ente per l'opzione, dietro
nostro sollecito, del Dicembre 1997.
Più difficile gli incarichi sul I livello dirigenziale
in considerazione che è da rivedere il preaccordo alla
luce del nuovo organico di 139 DII; in carenza di un fondo adeguato
sarebbero rimasti, comunque, lettera morta, peraltro non possiamo
negare che ci sono ancora posizioni diversificate all'interno
della nostra stessa categoria su come procedere in quanto gli
ex-Aiuti, ovviamente non tutti, comunque rivendicano una loro
specificità "concorsuale" ed una differenziazione
dagli ex-assistenti differenziati.
Ritengo che tale problematica si potrà risolvere solo
e soltanto con una rideterminazione del fondo generale come noi,
ma non solo noi, rivendichiamo.
Problema analogo si porrà nel novembre c.a. con gli ex.art.31
che matureranno i cinque anni; anche tale problematica, che sembra
risolta direttamente dal contratto, se non si troveranno i fondi
rimarrà lettera morta.
Riguardo il primo problema, non per consolazione ma come dato
di fatto, possiamo dire che è analogo per i medici del
SSN tanto che nelle loro piattaforme contrattuali si insiste per
risolvere una volta per tutte, contrattualmente o per legge, la
vera equiparazione tra ex-Assistenti ed ex-Aiuti, con risorse
economiche nuove preventivate allo scopo.
Trasferimenti - Riguardo ai trasferimenti da una parte siamo
soddisfatti di quanto accaduto nel 1997 con una "mobilità"
del personale medico che non ha precedenti nella storia del nostro
Istituto, circa 1/3 di mobilità, con la sistemazione anche
di coloro che rimasero "in sospeso" dopo il concorso
ad Aiuto, dall'altra non possiamo non sottolineare che continua
quello stillicidio di trasferimenti e distacchi che non seguono
un percorso lineare, che prevaricano legittime aspettative, contrasti
tra medici e che creano disfunzione per la funzionalità
dei servizi sanitari dell'Ente!
A tal proposito, se continuerà tale situazione, non potremo
che agire di conseguenza seguendo tutte le strade percorribili,
sino alla denuncia ma, un segnale nuovo, chiaro e preciso è
pervenuto nell'ultimo incontro con il D.G.: la mobilità
dei medici dovrà essere gestita direttamente dalla Sovrintendenza
Medica Generale ovviamente in accordo con la D.C.O.R.U. solo così
si eviteranno distorsioni.
Infine per i rapporti con i "giovani medici",
giovani nel 1996, ora non più, relazionerà il Dr.
Romano e non voglio togliergli la materia.
Consisderazioni
Questo breve excursus - chi avrà voglia e pazienza, qualora
lo ritenga utile e necessario, può leggere i volumi che
avrà trovato nella cartella congressuale - dimostra che
molto si è fatto in questo periodo di che essere soddisfatti,
ma come detto, una grossa nuvola minacciosa sovrasta il nostro
futuro.
Abbiamo scelto significativamente la data del 1° maggio per
l'inizio del lavoro del Congresso elettivo per rivendicare il
fatto di essere considerati anche noi dei lavoratori con pari
diritti e pari doveri in relazione al ruolo ricoperto; le vicende
contrattuali però sembrano voler dire che noi siamo dei
diversi , non abbiamo diritti ma solo doveri. Non possiamo rappresentarci
da soli.
Eppure in questi anni abbiamo dimostrato, e non siamo noi a dirlo
ma i fatti, di essere non solo una associazione di categoria a
difesa delle proprie "istanze", ma un sindacato che
persegue la funzionalità all'interno dell'Ente e schierato
in difesa dell'immagine dell'Ente perché con l'Ente vuole
crescere..
Importanti e significativi successi e riconoscimenti, non solo
per noi, ma anche per l'INAIL, si sono avuti allinterno
della S.I.S.M.L.A. (Sindacato Italiano Specialisti in Medicina
Legale e delle Assicurazioni) e S.I.M.L.A. (Società Italiana
di Medicina Legale e delle Assicurazioni) nel S.I.S.M.L.I.I. Società
Italiana Specialisti in Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale)
e per il SUMAI.
Dietro nostra spinta si è riusciti a modificare lo statuto
sia del Sindacato che della Società di Medicina Legale;
nel primo caso è stato prevista la cooptazione dentro la
Segreteria Nazionale del SISMLA del Segretario Nazionale dellANMI,
qualora specialista in Medicina Legale, e nel secondo caso, sempre
a norma di statuto modificato, i responsabili dei Servizi Sanitari
degli Enti Previdenziali (INAIL/INPS) sono, ora, membri di diritto
del Direttivo Nazionale della SIMLA.
Quest'ultima è stata una lunga e meticolosa operazione
portata avanti in prima persona con dimissioni «strategiche»
, come revisori dei Conti della Società, perché
si voleva una presenza più significativa allinterno
della Società stessa quale riconoscimento per l'INAIL.
Fui ringraziato per tale successo sia dal collega Ceccarell-Merolli,
responsabile dei Servizi Sanitari dellINPS, che dallallora
Direttore Generale Dott. Urbani - cui noi medici dobbiamo molto
- che cortesemente inviò la lettera che testimonia, che
da parte dei Vertici, era stata compresa ed apprezzata liniziativa.
Quale differenza di rapporto con l'Amministrazione viene testimoniata
rispetto a solo un anno prima, allorché lo scrivente ricevette
missiva dall'allora Presidente INAIL Magno in cui si diceva che
"..le vostre azioni arrecano solo danno all'immagine dell'Inail
e non posso che, a nome del C.d.A., deplorare tale atteggiamento
" e con quanto riportato in un documento ufficiale
nel gennaio u.s. dell'Inail, firmato dal Dr.Ricciotti , allorché
come Direttore Generale ff. si espose con tale iniziativa in una
situazione di prorogatio di Presidente e di C.d.A., dove si afferma
che "..l'ANMI-Femepa ha fornito un fattivo e qualificato
contributo sulla funzionalità organizzativa, e si è
dimostrata interlocutore della massima affidabilità per
la sua profonda conoscenza delle problematiche del personale medico
e per la sua concreta capacità propositiva..".
E' che dire dell'ultima lettera - sempre del D.G. che ha portato
alla sospensione dell'agitazione? Forse allora tanto negativi
non siamo !!!
Nel Direttivo SISMLII siamo sempre riusciti ad essere presenti
e questo onere ed onore è toccato al collega Pastore negli
ultimi due mandati; non si esclude in futuro, in accordo con il
Presidente SISMLII Prof. Castellino una eventuale modifica dello
statuto per far cooptare d un Dirigente Medico di II° liv.,
della S.M.G., Specialista in Medicina del Lavoro nel direttivo
della Società in considerazione del nuovo ruolo dell'Inail
in campo prevenzionale.
Riguardo poi alle problematica del turnover dei medici SUMAI
(medici ambulatoriali) che non favoriva certo un rapporto diretto,
collaborativo e continuativo con i medici INAIL ed andava a discapito
della funzionalità della struttura risolta con intervento
del Ministro TREU dopo nostra iniziativa.
Anche questa è una ulteriore dimostrazione che non ci
siamo mai limitati ad interventi puramente speculativi di categoria,
ma ci siamo mossi con una visione globale del lavoro interno all'Inail
e per l'Inail.
Sovraintendenza Medica Generale
Che dire di una ipotesi di lavoro, trasformata in realtà,
in merito alla costituzione di una Sovrintendenza Medica Generale
al posto delle tre Divisioni che non pochi problemi di rapporti
interni ed esterni avevano creato per una linea unitaria di indirizzo
sanitario.
Ricordo che con il Dott. Cimaglia ed altri collegi della Segreteria
Nazionale, proprio qui a Monticelli nel 1994, approntammo una
ipotesi di S.M.G. divenuta realtà nel 1997; con soddisfazione
vediamo che il collega Cimaglia è stato designato quale
responsabile della struttura stessa.
A tal proposito ritengo che le critiche che, da diverse parti,
vengono portate a taluni atteggiamenti dell'amico Cimaglia sono
alquanto ingenerose e dimenticano il diverso ruolo che è
andato a ricoprire.
Mi limito a sottolineare la basilare differenza che c'è
tra il Segretario Nazionale dellANMI (quale era il Dr.Cimaglia)
e il Responsabile della S.M.G. (qual è il Dr.Cimaglia);
nel primo caso sono i medici iscritti allassociazione che
lo eleggono con un mandato preciso cui deve rispondere, nel secondo
è lAmministrazione che lo sceglie in base alle capacità,
all'affidabilità ed alle esigenze da perseguire; la differenza
è tutta qui e, ovviamente, non è da poco.
Il S.M.G. deve contemperare l'esigenze di funzionalità
della struttura sanitaria con le esigenze globale dell'INAIL in
una prospettiva ampia; probabilmente alcune scelte fatte dal S.M.G.
non sarebbero state effettuate da altri, ma rientra nelle prerogative
del prescelto individuare la linea che si ritiene percorribile.
Sulle battaglie di principio il SMG è sempre stato al
nostro fianco.
Ciò detto però noi, o meglio io, ritengo in linea
generale, che il SMG non deve essere più realista del Re,
né deve sempre dire si allamministrazione su tutti
i progetti presentati dalla stessa; talvolta bisogna avere il
coraggio e la forza di dire no, soprattutto quando gli obiettivi
sono imprecisati, o assolutamente evanescenti e sceverare le cose
perseguibili da quelle che non lo sono o che sono di pura immagine
che all'inizio sembrano un bene ma che poi si dimostrano inutili
e controproducenti.
Questo non solo per amor di logica ma, soprattutto, nell'interesse
dell'Amministrazione che "propone"; se all'Amministrazione
si dice sempre sì allora chiunque potrebbe fare il S.M.G.
mentre crediamo che, data la delicatezza del ruolo, non convenga
neanche all'Amministrazione un semplice esecutore di ordini.
Questo non significa, assolutamente, che il S.M.G. deve fare
il sindacalista o anteporre motivazioni sindacali
a motivazioni di struttura, anzi!
Nella nuova ottica della Dirigenza spesso esse coincidono ed
il SMG non deve solo eseguire ma proporre, come il
Segretario, sebbene eletto con un mandato, non è un esecutore
passivo della volontà dellassemblea ma, partecipe
attivo alla costruzione di tale volontà di cui, peraltro,
il più delle volte, è il primo ispiratore.
Se, come testimoniato dallEnte, la stessa ANMI, e quindi
in primis il suo Segretario, ha dimostrato ..profonda conoscenza
delle problematiche del personale medico, ed ha avuto
..concreta capacità propositiva..., analoga,
anzi superiore, la deve avere il SMG.; solo questo dobbiamo ora
pretendere dal S.M.G.!
Problematiche varie
Che dire della commissione paritetica medici che si è
sviluppata come noi abbiamo voluto che si svolgesse; lEnte
aveva proposto , come sapete, una Commissione per il contratto
dei profili ed una per il Contratto della Dirigenza. Ci siamo
battuti affinché fossero effettuate quattro commissioni
una per i profili, una per i Dirigenti Amministrativi, una per
i Professionisti ed una per i Dirigenti Medici e ciò abbiamo
ottenuto
Che dire del problema della tredicesima, mancata erogazione della
voce di retribuzione variabile, risolta ancor prima che molti
di Voi si accorgessero "dellerrore" compiuto dallamministrazione?
Che dire del recupero, con Delibera n.508/98, dei 3 mld per l'anno
1997.
Noi chiedevamo queste cose allorché nessun altro si era
reso conto della perdita economica, alcuni ancora non si sono
resi conto di quanto è successo e da dove derivi questa
integrazione, e non mi riferisco solo ai nostri medici ma, soprattutto
alle altre sigle sindacali; sigle che sono ora concordi per il
recupero anche della differenza economica tra assistente ed aiuto
per rendere "agibile" il fondo ma, forse è tardi
ora per lamentarsi ed aggregarsi a noi; speriamo di trovare soluzione
nel nuovo contratto!.
Sullo specifico tema dei fondi voglio ringraziare pubblicamente
il Presidente del CIV, Dr. Fontanelli che, a seguito di nostra
istanza, ha chiesto ufficialmente ai servizi di conoscere qual
era la situazione e ci ha offerto la sola risposta ufficiale,
anche se negativa; lo ringrazio anche per la sensibilità
dimostrata nellinviarci regolarmente e puntualmente tutte
le delibere effettuate dal Consiglio che presiede, e con soddisfazione
abbiamo rilevato che non poche volte le linee di indirizzo date
sia in merito alle problematiche strettamente istituzionali assicurative
che quelle non istituzionali ( esempio Delibera C.I.V. n.15/97)
non si differenziavano dalle nostre posizioni confortandoci nella
correttezza di quanto da noi assunto.
Cè tuttora aperta la questione dello svolgimento
dellattività di «medico competente»,
questione che crediamo risolvibile una volta per tutte se si parte
dalla considerazione che tutti noi siamo convinti che è
una opportunità che l'Ente Inail non può tralasciare;
lamministrazione ha tutti gli strumenti, in accordo con
i medici, per poter operare al meglio in questa direzione.
Per essere chiari, e termino, diciamo che in una situazione operativa
in cui noi veniamo considerati Dirigenti Medici la collaborazione
sarà massima per raggiungere gli obiettivi, nel caso invece
in cui torneremo ad operare come «consulenti» la collaborazione,
almeno per quanto mi riguarda, sarà limitata allo stretto
indispensabile per poter portare a casa «correttamente»
lo stipendio, ma senza alcun entusiasmo e senza alcuna partecipazione
attiva.
***************
Come traspare, da quanto detto, pongo sin da adesso la candidatura
per il prossimo triennio e se lo riterrete opportuno sono disposto
a sacrificarmi per questo, se non lo riterrete vorrà dire
che avrete trovato una persona sicuramente più idonea per
il bene dellassociazione e quindi nostro. Questo non potrà
che farmi piacere perché mi solleverà da un compito
non facile e certo di lasciare il testimone in buone mani.
Si poteva fare di più? credo forse di si ma, probabilmente,
nel contesto attuale generale NO, in considerazione che, almeno
nella vicenda contrattuale, non è stata l'Amministrazione
la vera nostra controparte ma, al contrario, si è dimostrata
l'unico interlocutore interessato a voler risolvere al meglio
la situazione.
Mai la nostra controparte è stata individuata nei lavoratori,
e se alcune nostre iniziative sembrano andare contro gli interessi
degli infortunati non possiamo non sottolineare che non vi è
azione sindacale che non si ripercuote contro qualcuno - un'azione
sindacale che non incida non è un'azione sindacale - crediamo
invece che quello che stiamo facendo lo facciamo anche nell'interesse
dei lavoratori.
A dimostrazione di ciò, come sapete, abbiamo anche trasformato
una giornata di sciopero in una giornata di "solidarietà"
con l'ANMIL, abbiamo avuti incontri con il Presidente Mercandelli
per ipotesi di sinergie e siamo stati i primi ad essere contenti
ad una ipotesi di rappresentanza ANMIL nel CIV; a tutt'oggi, però,
non sappiamo se alla nostra volontà chiara di voler devolvere
una quota parte del salario a detta Associazione, è stato
dato seguito.
Comunque per far di più occorreva ed era opportuno individuare
strategie percorribili e praticabili, strategie che nessuno è
stato in grado di individuare nonostante i numerosi Direttivi
e Consigli Nazionali democraticamente effettuati; è pura
demagogia quindi il dire "bisognava fare di più"
senza dire con quale strategia sindacale arrivare a questo di
più , strategia che poi doveva essere condivisa da tutti
come lo è stata quella attuata sino ad ora.
Gli obiettivi, per quanto mi riguarda, non hanno bisogno di ulteriore
identificazione, tanto sono chiari!
"Difficile non è sapere ma, saper far uso di ciò
che si sa!" (Han-Fei)
Nellultimo periodo diversi colleghi mi hanno chiesto esplicitamente
la posizione in relazione alloperato del Direttivo in questo
triennio, come se fosse mio compito stilare una lista di «buoni
e cattivi» e non soggiacere anch'io al vostro giudizio;
in verità qualcuno mi ha detto che non intende ricandidarsi,
altri che avrebbero deciso in questa assise, altri ancora hanno
già deciso di ricandidarsi; visto la mia scelta non posso,
non voglio e non ritengo opportuno sottostare a tale, permettetimi
sciocca, richiesta, dico soltanto che, chi ha potuto, voluto o
saputo dare, ha dato.
Spetta a voi giudicare non solo il comportamento del Direttivo
in ogni sua componente, ma anche quello del sottoscritto; il congresso
questo deve decidere!
Alcuni mi hanno riferito che diversi colleghi si stavano muovendo
per farsi eleggere al di fuori di ogni analisi di quanto accaduto
ma, semplicemente, in base alle conoscenze ed ai rapporti interpersonali;
qualcuno, addirittura, mi ha sussurrato che sarebbe stata la rovina
del sindacato la candidatura di questo o quello perché
non animato di spirito costruttivo ma, portatore solo di interessi
personali (mi domando però quali?); io con la presunzione
a Voi nota, ho risposto e rispondo come fece a suo tempo il Presidente
Roosvelt allorché un suo collaboratore, allarmato, gli
disse che probabilmente stava per essere letto un «cretino»
alla carica di Governatore.
Il Presidente sarcasticamente rispose "Di cretini ce ne
sono molti ed anche loro hanno, giustamente, diritto ad essere
rappresentati."
Ho ripreso questa famosa battuta, senza offesa né per
gli elettori, né per i futuri eletti, ma solo per dire
che se sarò rieletto da Voi, lavorerò daccordo,
insieme e in collaborazione, senza pregiudizi di sorta, con i
membri che Voi liberamente e democraticamente eleggerete tra quelli
che riterrete validi.
Se qualcuno non è in grado di emergere, se qualcun altro
ritiene di rimanere sempre dietro solo a criticare, ben vengano
quelli che si espongono alla "critica" e quelli che
si offrono di lavorare, perché c'è solo da lavorare
nel Direttivo Nazionale!
Sinceramente però, e termino veramente, non posso che
dire bene di un direttivo che, con me, ha sempre deciso allunanimità
tutte le azioni intraprese in questo triennio, come all'unanimità
, con grande senso di responsabilità la decisione sofferta
di sospendere lo stato di agitazione a soli 10 gg.
dal Congresso; tale attenta, ponderata e sofferta decisione è
stata presa NON con la certezza di un esito positivo alliniziativa
posta in essere dallAmministrazione, altrimenti avrei preso
autonomamente tale decisione, ma nella consapevolezza che tale
strada doveva essere percorsa con un segnale concreto di attenzione
verso lAmministrazione.
Senza tale decisione, va sottolineato, rischiavamo di trovarci
a questo nostro Congresso senza alcun interlocutore e senza ospiti,
e questo sarebbe stato un segnale gravissimo; dopo la momentanea
esclusione da ogni trattativa effettuare un Congresso per discutere
tra noi e soltanto tra noi avrebbe tolto, di fatto, il valore
insito al concetto di "Congresso". Inutile dire la differenza
fondamentale tra un Consiglio Nazionale ed un Congresso; in carenza
di dialettica con il mondo esterno un Congresso non
ha alcun significato politico, allindomani, nessuno né
avrebbe parlato, ed anzi altri avrebbero avuto buon gioco con
laffermazione ..se la cantano e se la suonano
.
ma non contano ormai più nulla"
La qualità dei partecipanti, invece, dimostra il contrario.
DallAmministrazione in questo Congresso non ci aspettiamo,
né è corretto aspettarsi, risposte sindacali, ma
proposte di politica sanitaria su cui poi confrontarci per il
futuro dellEnte.
Conclusioni
Come detto nonostante numerosi e significativi risultati - come
scrive Dashiell Hammet però "Il risultato dei programmi
fatti con cura è sempre scambiato per fortuna dagli stolti"
- il futuro non appare roseo, e con una terminologia impropria,
passata di moda, e forse fuori luogo visto il Kosovo, possiamo
dire che dopo aver vinto numerose "battaglie" stiamo
perdendo la "guerra", una guerra da noi non dichiarata,
una guerra strana in cui la nostra naturale controparte,
pur non esente da colpe su diverse problematiche, si è
schierata favorevolmente, non possiamo negarlo, per una diversa
collocazione contrattuale dei medici: questo non per difenderci
ma perché è una strada percorribile, praticabile,
utile e funzionale nellinteresse dellEnte. Altrettanto
noi rivendichiamo diversa collocazione non solo in difesa dei
nostri legittimi interessi ma perché la riteniamo più
idonea ,una guerra in cui l'avversario non ha il coraggio di presentarsi
ufficialmente ed evita il confronto e di dialogare con noi, è
arrogante e decide di e per noi.
Proprio per questo non posso ora abbandonare perché credo
che bisogna crederci sino in fondo, e mi auguro che comunque alla
fine, TUTTI insieme, riusciremo ad ottenere quello che riteniamo
giusto; in caso di "sconfitta" con la perdita della
"Dirigenza Medica", essa non sarà solo personale,
né del Direttivo, neanche dell'intera Associazione, ma
di Tutti i medici al di fuori di sigla e, certamente un segnale
esterno non positivo per l'autonomia della "nostra"
Amministrazione e se permettete, senza enfasi, una sconfitta della
"democrazia" stessa.
Come nel recente "referendum" in cui l'esito con il
mancato raggiungimento del "quorum" ha portato alla
sconfitta dei "SI". Chi vi parla era schierato per il
NO - non solo perché non maggioritario totale - ma perché
ritenevo, e ritengo tuttora , che quello che sarebbe uscito dall'urna
avrebbe portato all'assurdo che chi più perdeva, nel collegio,
probabilmente più recuperava tra 155 "perdenti"!
Non credo sia stata una vittoria dei "NO", ma ha perso
la democrazia!
Aver ottenuto oltre il 90% dei SI e trovarsi "perdenti"
non può certo fare piacere, sconcerta e deve far riflettere.
Anche noi abbiamo il 90%, e la grande differenza con l'esito
del referendum è che non vogliono neanche farci "votare"!
La certezza è che comunque "conteremo" sempre!!
ADRIANO OSSICINI

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